EPBD approvazione definitiva della nuova Direttiva “Case Green”

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Arriva l’approvazione definitiva della nuova Direttiva EPBD “Case Green” nonostante il voto contrario di Italia e Ungheria. 20 i voti favorevoli degli Stati membri. Ecco tutti gli step per il recepimento.

EPBD approvazione definitiva

Via libera definitivo della nuova Direttiva EPBD. Nonostante il voto contrario di Italia e Ungheria è stata approvata ufficialmente la nuova direttiva “Case Green” che modificherà il panorama edilizio europeo e anche quello italiano.

Sono stati 20 i voti a favore sui 27 totali che hanno consentito di chiudere il lungo e complesso iter. Un lavoro durato diversi mesi che ha portato tra ricerche di accordi e compromessi all’approvazione la dell’Energy performance of Buildings Directive. Adesso si guarda al 2050 come anno per arrivare a emissioni zero, ma si tratta di un percorso complesso fatto di a tappe che avrà i suoi effetti concreti già a partire dal 2025.

Nuova EPBD approvazione definitiva: gli step

Una volta pubblicata la direttiva sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea i Paesi membri avranno due anni per recepirla e soprattutto per stabilire il proprio percorso che dovrà portare a centrare gli obiettivi previsti. Gli Stati Ue, infatti, saranno chiamati a individuare i piani per la riduzione dei consumi del loro patrimonio edilizio residenziale. Come anno base è stato individuato il 2020 mentre il 2050 è l’anno nel quale, a completamento del percorso, bisognerà avere un patrimonio edilizio a zero emissioni.
Negli obiettivi da raggiungere i singoli Stati dovranno prendere a riferimento le medie di consumo e non la classe di efficienza dei singoli edifici.

Case green: ristrutturazioni per il 43% del patrimonio edilizio

La maggior parte delle ristrutturazioni dovrà riguardare il 43% meno performante del patrimonio edilizio. Questo significa che gli obiettivi non potranno essere raggiunti solo grazie agli immobili nuovi. Considerando che in Italia, in base ai dati dell’Istat, gli edifici residenziali sono circa 12 milioni, vuol dire che la priorità di intervento sarà destinata a circa 5 milioni di edifici.

Grazie agli interventi introdotti nel lungo iter di approvazione, i Paesi membri potranno escludere alcune tipologie di immobili dai nuovi obblighi. Fuori dal perimetro, infatti, ci saranno gli edifici sottoposti a vincolo puntuale o a vincolo d’area. Si tratta di edifici ubicati nei centri storici o seconde case utilizzate per meno di quattro mesi all’anno.

In questa fetta rientrano anche gli edifici provvisori, gli edifici religiosi, i piccoli immobili sotto i 50 metri quadri.

L’addio ai combustibili fossili

Nel percorso che dovrà portare alla piena attuazione della direttiva Case Green c’è anche la questione dell’abbandono dei combustibili fossili nelle abitazioni, a partire dalle caldaie a gas metano. La scadenza entro la quale arrivare al bando completo è il 2040. Ma attenzione, perché gli incentivi fiscali per questi apparecchi saranno cancellati a partire dal 2025. Tuttavia è stato esplicitamente stabilito che sarà possibile dare incentivi ai sistemi di riscaldamento ibridi, come quelli che combinano caldaie e pompe di calore.

Analisi del testo della EPBD IV giunto in approvazione definitiva

Per comprendere a pieno la portata della approvazione della Direttiva EPBD IV, condividiamo il video dell’Evento di Obiettivo Emissioni zero dell’ 11 aprile.

Tra i relatori , oltre al moderatore Ing. Alberto Boriani di ISNOVA, troviamo:

  • l”Ing. Nicolandrea Calabrese, Responsabile Laboratorio Efficienza Energetica negli Edifici e Sviluppo Urbano – ENEA
  • il Professor Giuliano Dall´O´, Politecnico di Milano, Dipartimento ABC
  • l’Ing. Annachiara Castagna, Autrice Poster delle Detrazioni Fiscali,  Logical Soft.

Consulta il testo EPBD IV in italiano

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